Il codice ATECO

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Cos’è il codice ATECO?

Il codice ATECO è un codice identificativo alfanumerico utilizzato per classificare e individuare le imprese e per poter stabilire la categoria di pertinenza dell’attività ai fini fiscali e statistici.

Quando è necessario ottenere il codice ATECO?

Il codice ATECO deve essere identificato e comunicato al momento della compilazione e presentazione della domanda di inizio attività e al momento dell’apertura di una P. IVA.

Dove reperire il codice ATECO?

  • Per prima potete fare una ricerca in base all’attività svolta (io ho fatto una ricerca per il campo della traduzione):

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  • Una volta trovata la propria categoria (nel nostro caso Traduzione e interpretariato), dovete cliccare su di essa e vi comparirà il codice ATECO e altre informazioni utili:

Schermata 2018-08-30 alle 08.11.39Il sito che abbiamo utilizzato per per rintracciare il  codice ATECO del nostro esempio è questo.

 

 

Guida alla prima fattura

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“Prima trovare il primo cliente”- direte voi!

MEGLIO TROVARSI PRONTI! Questo articolo ti aiuterà a capire come emettere la tua prima fattura.

Hai lavorato duro per cercare clienti, sei stato ore e ore a cercare nuove strategie per cominciare a lavorare da freelance e adesso il tuo desiderio si avvera: ecco il tuo primo cliente! Svolgi il tuo lavoro con preparazione, consegni tutto e te ne accorgi che c’è un ancora un piccolo passo da fare: FATTURARE!

Nonostante sia il desiderio di tutti i lavoratori freelance, dover fatturare per la prima volta potrebbe risultare abbastanza complicato.

Prima di fornirvi un modello di fattura bisogna fare alcune piccole precisazioni. Per la fatturazione ci sono alcune regole che devono essere rispettate:

  • Le fatture devono contenere l’indicazione di un numero progressivo che le identifichi in modo univoco (Se si tratta della vostra prima fattura, allora dovete cominciare da Fattura Numero 1 e così via).
  • Le fatture devono contenere le seguenti informazioni:
  1. Partita IVA del cliente o CF del cliente (se questo è un privato)
  2. Numerazione univoca
  3. Data di emissione
  4. Importo
  5. Ragione sociale, nome e cognome, indirizzo, partita IVA o CF del prestatore di servizi
  6. Descrizione delle prestazioni svolte (descrizione del servizio svolto, quantità, prezzo unitario, eventuali sconti)
  7. La descrizione con articolo di legge per ogni eventuale esenzione IVA
  8. L’annotazione di Imponibile e Imposta per ogni aliquota IVA applicata
  9. Aliquote IVA per ogni tipologia di bene o servizio.

Modello di fattura semplice:

Fattura semplice:

Fattura semplice

Questo articolo non può e non ambisce a sostituire il commercialista, che rappresenta la figura di riferimento per qualsiasi chiarimento e dubbio. Detto ciò, vi auguriamo moltissime fatture da emettere! 🙂 (Tutte le indicazioni sono valide soltanto per fatture emesse in e per l’Italia. Per qualsiasi informazione e chiarimento è opportuno rivolgersi al proprio commercialista.)

 

 

Italiano, lingua del cuore — Affresco della Lingua Italiana

L’italiano non è la prima lingua più studiata al mondo, ma la quarta. Poche persone studiano l’italiano per dovere o perché è importante farlo – come succede con l’inglese o con il tedesco, se si vive in Germania o in Svizzera. Tuttavia, anche se non occupa il primo posto della classifica, esercita un fascino tutto […]

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TRE BUONI MOTIVI PER LEGGERE BARICCO — PICK A BOOK

Baricco l’ ho scoperto relativamente tardi e non senza resistenze. Era uno di quei nomi che in libreria ti capitava sempre tra le mani, con l’ultimo romanzo o uno dei classici: Castelli di rabbia, Novecento, Oceano Mare. Poi in un giorno di tipica pioggia londinese ho acquistato nel reparto dei libri in lingue straniere Mr […]

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Indicazioni per scrivere un buon CV

person writing on white bookVi siete mai chiesti come scrivere un buon Curriculum Vitae? MG Traduzioni vi offre alcuni spunti davvero utili.

Il Curriculum Vitae rappresenta il primo passo per approcciarci al mondo lavorativo. Proprio per questo motivo avere un CV ottimo è fondamentale. Ecco alcune dritte su come scriverlo al meglio in modo da poter avere più opportunità di essere ricontattato per un colloquio di lavoro. Ecco le caratteristiche fondamentali di un buon Curriculum Vitae:

1. Struttura facile da leggere

Un buon CV deve essere facilmente leggibile! Non si deve impiegare più di 1 minuto per capire tutte le informazioni essenziali del candidato: esperienze lavorative, formazione, soft skills e altro. Evidentemente non ti sto dicendo di scrivere due righe, ma di strutturare tutta l’informazione rilevante in modo da essere facilmente reperibile. Per quanto riguarda la lunghezza del CV, un mio consiglio è quello di non superare le 3 pagine e di aggiungerci solo le informazioni rilevanti.

2. Mostra interesse per l’azienda

Una degli errori più frequenti è quello di creare un solo CV da spedire a tutte le aziende per tutti i ruoli. Questo non porterà grandi risultati, poiché chi legge il vostro CV è un esperto e sa capire se il CV è stato creato proprio per ambire a un determinato posto o se è semplicemente un CV che “va bene per tutto”. Personalizzando il proprio CV in base alla posizione per la quale ci si candida, può offrire maggiori possibilità di successo. Il consiglio di MG Traduzioni è quello di organizzare il proprio CV in base all’azienda a cui esso verrà mandato, evidenziando le qualità rilevanti per il ruolo desiderato. Risulta sempre utile dare un’occhiata anche al sito web dell’azienda per vedere i  suoi valori e i suoi impegni. Quasi tutte le aziende offrono una descrizione della propria mission e dei propri valori.

3. Dobbiamo metterci la faccia!

Non mi stancherò mai di ricordarvi che un buon CV DEVE AVERE UNA VOSTRA FOTO. Qui non c’è molto da aggiungere: ci sono migliaia di studi e statistiche che parlano chiaro e tondo: I CV senza foto non hanno molte possibilità di riuscita. Un piccolo consiglio: cercate di aggiungere una foto neutra.

4. Organizzare, organizzare e… organizzare!

Le date relative alla carriera professionale e lavorativa devono essere organizzate cronologicamente, cominciando dalla data più recente.

5. Soft skills

Molte persone trascurano l’aspetto delle soft skills, ovvero competenze e caratteristiche personali che ci contraddistinguono. Tuttavia, aggiungere delle soft skills al nostro CV ci darà una maggiore possibilità di farci conoscere meglio.

6. Europass o CV personalizzato?

Evidentemente la scelta è vostra. Tuttavia, mi sento di consigliarvi di preparare il vostro CV sia in formato Europass che in un formato personalizzato e di scegliere quale mandare in base alla posizione da ricoprire.

7. Aggiornare il proprio CV

Il mio consiglio è quello di aggiornare il proprio CV una volta ogni 6 mesi in modo da poter aggiungere altre esperienze, competenze o eventuali titoli.

8. La legge è uguale per tutti

Dovete dare il proprio consenso al trattamento dei dati personali affinché il vostro CV venga preso in considerazione. Lo potete fare inserendo la seguente dicitura:

“Autorizzo il trattamento dei dati personali contenuti nel presente curriculum vitae ai sensi del D.L. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali”.

 

Non dare il proprio consenso al trattamento dei dati personali costringerà l’azienda a cestinare il vostro Curriculum Vitae.

9. Non fare errori di battitura, di grammatica o di ortografia

Non c’è molto da aggiungere qui… un buon CV deve essere privo di errori di qualsiasi tipo. Il mio consiglio è quello di scrivere il proprio CV e poi rileggerlo in modo da correggere eventuali errori.

In bocca al lupo per la prossima candidatura! 🐺

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Giuseppe Ungaretti, ”Mama”-”La madre”

Bellissimo!

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Giuseppe Ungaretti, ”Mama”-”La madre”

Și când inima la ultima ei bătaie
va face să cadă zidul de umbră
spre-a mă conduce, Mamă, la Domnul,
ca altă dată o să mă iei de mână.

În genunchi, puternică,
statuie, față cu cele veșnice,
cum te vedea deja
când în viață erai încă .

Brațele tremurânde vei înălța,
ca atunci când te-ai dus
spunând: Doamne, aici sunt.

Și doar când mă va fi iertat,
vei dori să mă privești.

Îți vei aminti ca-atâta m-ai așteptat,
și în ochi vei avea un grăbit oftat.

-traducere de Catalina Franco-
_________________________

E il cuore quando d’un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d’ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all’eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

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Università e mercato di lavoro per traduttori

IMG_2222A partire dagli anni Novanta, le università europee si sono rese conto di quanto sia importante dare una maggiore spendibilità ai titoli rilasciati. Questa consapevolezza ha portato a cambiamenti sostanziali nei programmi universitari erogati. Si cercava, dunque, di tenere conto della relazione università- mercato di lavoro. Questo fenomeno ha travolto anche il mondo della traduzione e dell’interpretariato. Le università hanno cominciato ad essere consapevoli di dover formare traduttori e interpreti in modo da rispondere ai bisogni del mercato lavorativo. Sono questi i primi passi verso la creazione di lauree che formino nuovi professionisti nell’ambito traduttivo. Le università cominciano a dare agli studenti gli strumenti per imparare nuove competenze e abilità per poter affrontare le sfide del mondo della traduzione e dell’interpretariato. Esiste, tuttavia, una componente che non può essere appresa all’università: ad esempio, le competenze tecniche molto specifiche nell’ambito della localizzazione o nel Project Management, che devono essere apprese in seminari specialistici o durante i tirocini formativi, dato che hanno una forte impronta pratica.

Si tende, dunque, a creare dei professionisti in grado di affrontare il mercato del lavoro e le sue esigenze in modo qualitativo. La preparazione teorica si deve intrecciare con quella pratica. Chi ha già tradotto, si è reso conto di quanto sia difficile tradurre e di quanto sia importante disporre di una preparazione solida che dia strumenti validi per affrontare l’universo della traduzione e le sue difficoltà. Dalla crescente attività traduttiva nel processo di gestione di documentazione multilingue del mercato attuale si possono individuare alcuni obiettivi formativi di cui l’università dovrebbe tener conto per soddisfare esigenze specifiche e per preparare al meglio gli studenti:

  • capacità di tradurre uno stesso testo in base a esigenze e destinatari diversi (importanza del translation brief);
  • revisione ed editing di testi già tradotti;
  • redazione di testi ex novo sulla scorta di semplici tracce fornite dal committente;
  • capacità di considerare la comunicazione in termini non solo testuali ma anche più propriamente multimediali;
  • automatizzazione dei processi mentali legati alla routine traduttiva;
  • capacità di saper amministrare la propria competenza in maniera adeguata alla complessità e all’importanza del compito assegnato.

Ecco perché conoscere una lingua non vuol dire saper tradurre. Il mestiere del traduttore è un mestiere altamente qualificato che richiede competenze specifiche e anche interdisciplinare. Occorre molta preparazione tecnica e pratica, oltre a un livello altissimo di lingua. Tuttavia, neanche questo basta: oltre alla preparazione altissima e alla conoscenza delle lingue di lavoro, il traduttore deve essere anche esperto della cultura altrui. Tutte queste qualità e competenze sono imprescindibili per un traduttore professionista. Le università si sono rese conto di tutte queste necessità, inserendo corsi destinati a tener conto delle realtà del mercato attuale, creando programmi sempre più specializzati e in grado di fornire capacità e preparazione ai propri studenti, cioè ai futuri traduttori del mercato lavorativo.

La traduzione asseverata o giurata

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La traduzione asseverata o giurata

La traduzione asseverata è un tipo particolare di traduzione, chiamata anche traduzione giurata, che si rende necessaria quanto dobbiamo interagire con varie strutture ed enti pubblici o privati, presentando un atto tradotto che deve mantenere lo stesso valore legale del documento originale. Facciamo un esempio: se ho conseguito un titolo di studi all’estero e vorrei proseguire i miei studi presso un’Università italiana, devo presentare la traduzione asseverata del mio titolo di studi estero. Lo stesso accade anche con gli atti o i documenti tradotti che dobbiamo presentare presso istituzioni pubbliche o private. In poche parole, se si deve tradurre un atto o un documento e si vuole conservare il suo valore legale, si deve realizzare una traduzione asseverata.

Come si distingue tra una traduzione semplice e una traduzione asseverata?

Il traduttore che ha tradotto il testo si deve recare in Tribunale per effettuare il giuramento. Tale giuramento è sottoposto a una verbalizzazione tramite un documento chiamato verbale di giuramento. La traduzione asseverata si compone da: testo originale, traduzione e verbale di giuramento. Tutti questi documenti devono essere riuniti in un solo atto che rappresenterà la traduzione asseverata del nostro documento, una volta presentata alla cancelleria del Tribunale. In questo modo, la traduzione giurata ottiene un valore legale vero e proprio, conferito dal giuramento presso il Tribunale di riferimento.

Chi deve realizzare l’asseverazione?

Come abbiamo già visto, la traduzione asseverata è un atto ufficiale a tutti gli effetti, quindi il processo di giuramento deve essere realizzato solo ed esclusivamente dal traduttore specializzato che ha fatto la traduzione. La traduzione deve essere giurata personalmente dal traduttore in questione. 

Costi della traduzione asseverata

marca-da-bolloPer il processo di giuramento presso il Tribunale è obbligatorio apporre sulla traduzione una marca da bollo da 16€ per ogni 100 righe compreso il verbale di giuramento, e inoltre, se le pagine della traduzione (compreso il verbale di giuramento) contengono un numero di righe da 101 a 200 si devono applicare 2 marche da bollo da 16€ e così via. Si deve applicare, quindi, una marca da bollo da 16€ per ogni 100 righe.

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