TRE BUONI MOTIVI PER LEGGERE BARICCO — PICK A BOOK

Baricco l’ ho scoperto relativamente tardi e non senza resistenze. Era uno di quei nomi che in libreria ti capitava sempre tra le mani, con l’ultimo romanzo o uno dei classici: Castelli di rabbia, Novecento, Oceano Mare. Poi in un giorno di tipica pioggia londinese ho acquistato nel reparto dei libri in lingue straniere Mr […]

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5 libri utili per traduttori alle prime armi

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📚 Libri, libri… liberi

I libri ci offrono la possibilità di migliorarci e di imparare sempre qualcosa di nuovo. Scrivendo questo articolo, mi viene in mente una citazione molto bella di Umberto Eco:

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro.

Partendo proprio dall’idea che i libri arricchiscono il nostro bagaglio culturale, oggi vi propongo 5 libri da non perdere per i traduttori alle prime armi e non solo:

  1. Bruno Osimo, Manuale del traduttore. Guida pratica con glossario
  2. Federica Scarpa, La traduzione specializzata. Un approccio didattico professionale
  3. Umberto Eco, Dire quasi la stessa cosa. Esperienze di traduzione
  4. Franca Cavagnoli, La voce del testo. L’arte e il mestiere di tradurre
  5. Heinrich Lausberg, Elementi di retorica

 

Indicazioni per scrivere un buon CV

person writing on white bookVi siete mai chiesti come scrivere un buon Curriculum Vitae? MG Traduzioni vi offre alcuni spunti davvero utili.

Il Curriculum Vitae rappresenta il primo passo per approcciarci al mondo lavorativo. Proprio per questo motivo avere un CV ottimo è fondamentale. Ecco alcune dritte su come scriverlo al meglio in modo da poter avere più opportunità di essere ricontattato per un colloquio di lavoro. Ecco le caratteristiche fondamentali di un buon Curriculum Vitae:

1. Struttura facile da leggere

Un buon CV deve essere facilmente leggibile! Non si deve impiegare più di 1 minuto per capire tutte le informazioni essenziali del candidato: esperienze lavorative, formazione, soft skills e altro. Evidentemente non ti sto dicendo di scrivere due righe, ma di strutturare tutta l’informazione rilevante in modo da essere facilmente reperibile. Per quanto riguarda la lunghezza del CV, un mio consiglio è quello di non superare le 3 pagine e di aggiungerci solo le informazioni rilevanti.

2. Mostra interesse per l’azienda

Una degli errori più frequenti è quello di creare un solo CV da spedire a tutte le aziende per tutti i ruoli. Questo non porterà grandi risultati, poiché chi legge il vostro CV è un esperto e sa capire se il CV è stato creato proprio per ambire a un determinato posto o se è semplicemente un CV che “va bene per tutto”. Personalizzando il proprio CV in base alla posizione per la quale ci si candida, può offrire maggiori possibilità di successo. Il consiglio di MG Traduzioni è quello di organizzare il proprio CV in base all’azienda a cui esso verrà mandato, evidenziando le qualità rilevanti per il ruolo desiderato. Risulta sempre utile dare un’occhiata anche al sito web dell’azienda per vedere i  suoi valori e i suoi impegni. Quasi tutte le aziende offrono una descrizione della propria mission e dei propri valori.

3. Dobbiamo metterci la faccia!

Non mi stancherò mai di ricordarvi che un buon CV DEVE AVERE UNA VOSTRA FOTO. Qui non c’è molto da aggiungere: ci sono migliaia di studi e statistiche che parlano chiaro e tondo: I CV senza foto non hanno molte possibilità di riuscita. Un piccolo consiglio: cercate di aggiungere una foto neutra.

4. Organizzare, organizzare e… organizzare!

Le date relative alla carriera professionale e lavorativa devono essere organizzate cronologicamente, cominciando dalla data più recente.

5. Soft skills

Molte persone trascurano l’aspetto delle soft skills, ovvero competenze e caratteristiche personali che ci contraddistinguono. Tuttavia, aggiungere delle soft skills al nostro CV ci darà una maggiore possibilità di farci conoscere meglio.

6. Europass o CV personalizzato?

Evidentemente la scelta è vostra. Tuttavia, mi sento di consigliarvi di preparare il vostro CV sia in formato Europass che in un formato personalizzato e di scegliere quale mandare in base alla posizione da ricoprire.

7. Aggiornare il proprio CV

Il mio consiglio è quello di aggiornare il proprio CV una volta ogni 6 mesi in modo da poter aggiungere altre esperienze, competenze o eventuali titoli.

8. La legge è uguale per tutti

Dovete dare il proprio consenso al trattamento dei dati personali affinché il vostro CV venga preso in considerazione. Lo potete fare inserendo la seguente dicitura:

“Autorizzo il trattamento dei dati personali contenuti nel presente curriculum vitae ai sensi del D.L. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali”.

 

Non dare il proprio consenso al trattamento dei dati personali costringerà l’azienda a cestinare il vostro Curriculum Vitae.

9. Non fare errori di battitura, di grammatica o di ortografia

Non c’è molto da aggiungere qui… un buon CV deve essere privo di errori di qualsiasi tipo. Il mio consiglio è quello di scrivere il proprio CV e poi rileggerlo in modo da correggere eventuali errori.

In bocca al lupo per la prossima candidatura! 🐺

Citește articolul în limba română

 

Giuseppe Ungaretti, ”Mama”-”La madre”

Bellissimo!

catalinafrancoblog

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Giuseppe Ungaretti, ”Mama”-”La madre”

Și când inima la ultima ei bătaie
va face să cadă zidul de umbră
spre-a mă conduce, Mamă, la Domnul,
ca altă dată o să mă iei de mână.

În genunchi, puternică,
statuie, față cu cele veșnice,
cum te vedea deja
când în viață erai încă .

Brațele tremurânde vei înălța,
ca atunci când te-ai dus
spunând: Doamne, aici sunt.

Și doar când mă va fi iertat,
vei dori să mă privești.

Îți vei aminti ca-atâta m-ai așteptat,
și în ochi vei avea un grăbit oftat.

-traducere de Catalina Franco-
_________________________

E il cuore quando d’un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d’ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all’eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

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Cos’è il metodo traduttivo?

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Il metodo traduttivo rappresenta la modalità con la quale  una traduzione verrà realizzata dal traduttore. Il metodo traduttivo viene elaborato in base alle relazioni soggettive del traduttore con la tradizione traduttiva precedente, alla sua poetica, alla sua cultura testuale, al canone culturale ed estetico del periodo. Il traduttore deve mettere in atto un metodo traduttivo in base alle dinamiche linguistiche e culturali del testo da tradurre. Ogni traduttore deve fare prima un’analisi del testo che deve tradurre per poi stabilire il metodo giusto da applicare nella realizzazione della traduzione.

L’analisi culturale nel mondo della traduzione

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Oggi parleremo dell’importanza della cultura nel processo di traduzione. Como abbiamo già specificato varie volte, non basta conoscere due lingue ad altissimo livello per poter svolgere il mestiere del traduttore. Questo non basta perché il traduttore non è soltanto maestro delle parole, delle lingue con cui lavora, ma è anche un ottimo intenditore delle culture coinvolte nel processo di traduzione. Le varie sfumature culturali sono davvero importanti sia per la traduzione editoriale, che per la traduzione specializzata. Questo concetto lo hanno capito bene nel mondo dell’advertising, ad esempio. Vi è mai capitato di vedere uno stesso spot pubblicitario ma in varie lingue e destinato a un pubblico culturalmente diverso? Le differenze culturali spingono spesso a un’analisi culturale e a un’adattamento del testo o del contesto dello spot in questione. Mi sono appena ricordata di uno spot pubblicitario della Dacia, presentato in vari paesi, con adattamenti per il pubblico di riferimento. Allego qui i link per lo stesso spot in Italia, Romania e Spagna:

Questo è soltanto un piccolo esempio di quanto il mondo della traduzione sia fortemente legato alla cultura, non solo alla lingua di un popolo. Quindi, quando dobbiamo affrontare un testo in vista della sua traduzione, tra le prime operazioni che dobbiamo svolgere è l’analisi culturale di tale testo. Occorre, quindi, essere in grado di realizzare non solo una traduzione puramente linguistica, ma anche una traduzione culturale, capire i rimandi connotativi e le varie sfumature culturali e contestuali.

 

 

Corsi universitari per la traduzione in Italia

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Come abbiamo già visto, le università italiane ed europee si sono rese conto di dover formare traduttori specializzati in modo da rispondere al mercato di lavoro attuale, creando corsi di laurea sempre più mirati a soddisfare questo obiettivo.

In Italia esistono due corsi universitari per la preparazione di future figure professionali in grado di lavorare a stretto contatto con le lingue in un contesto interculturale e interetnico, come traduttori o interpreti:

  1. L-12 Laurea triennale in Mediazione Linguistica e Interculturale

Riporto qui la descrizione del percorso di formazione della Laurea triennale in Mediazione Linguistica e Interculturale dell’Università La Sapienza di Roma:

Il Corso di Studi in Mediazione Linguistica e Interculturale vuole dare la possibilità di agire nel contesto di una “Nuova Europa” che veda nel moltiplicarsi delle relazioni interetniche e interculturali un motivo di arricchimento reciproco e di innovative prospettive di lavoro.

«Questo percorso intende, quindi, fornire sia una preparazione di carattere linguistico-culturale/economico/giuridico/ storico-politico grazie a cui muoversi nell’ambito dei rapporti internazionali, sia un’adeguata conoscenza delle attività di istituzioni ed imprese produttive e/o culturali del territorio, soprattutto in relazione ai loro rapporti con realtà economiche e culturali diverse, creando una figura professionale capace di curare i rapporti internazionali (fra persone e/o enti) e di proporsi come vero e proprio mediatore linguistico e interculturale di impresa/di istituzione/di comunità. Questo senza precludere la possibilità, per il laureato nel Corso di Studi in Mediazione Linguistica e Interculturale,di voler eventualmente accedere all’insegnamento scolastico, soprattutto in una fase storica in cui l’insegnamento linguistico assume sempre più una connotazione di confronto e traduzione tra mondi non solo linguisticamente ma culturalmente differenti.

Le lingue attivate sono: Ceco e Slovacco, Francese, Inglese, Neogreco, Portoghese, Rumeno, Russo, Spagnolo, Tedesco, Ucraino, Hindi. Il Corso di Studi in Mediazione Linguistica e Interculturale comprende: attività linguistico-formative finalizzate al consolidamento della competenza scritta e orale dell’italiano e delle altre lingue di studio e all’acquisizione delle conoscenze culturali e linguistiche, nonché metalinguistiche e metodologiche, necessarie alla mediazione interlinguistica e interculturale; l’introduzione, ai fini della mediazione linguistica scritta e orale, alla traduzione di testi inerenti alle attività dell’impresa o delle istituzioni; gli insegnamenti economici e giuridici funzionali all’ambito di attività previsto, nonché le discipline maggiormente collegate alla vocazione del territorio; tirocini formativi o corsi pressò aziende, istituzioni e università, italiane o estere.

Il percorso formativo prevede la propedeuticità dei primi due anni di corso, ai quali fa seguito un terzo anno maggiormente orientato verso l’acquisizione di ulteriori abilità che pongano lo studente in condizione di elaborare in forma autonoma le conoscenze acquisite e di sostenere, poi, la prova finale.

Il corso di Laurea in Mediazione Linguistica e Interculturale si pone come obiettivo la creazione di figure professionali che siano in grado, all’interno degli enti pubblici e privati in ambito nazionale e internazionale, di gestire autonomamente rapporti e interazioni professionali, avendo acquisito, oltre alle indispensabili competenze linguistiche e culturali, una formazione tecnico-specialistica di base di natura economica e giuridica particolarmente orientata, nel caso del secondo indirizzo, allo studio dell’ambiente.

Il Corso di Laurea mira a creare una figura che sappia svolgere attività professionali nei seguenti settori: rapporti internazionali a livello interpersonale e d’impresa; redazione in lingua e traduzione sia di testi aventi rilevanza culturale e letteraria sia di altri generi quali rapporti, verbali, corrispondenza; attività di assistenza linguistica alle imprese e agli enti e istituti pubblici sia nell’ambito della formazione e dell’educazione linguistica sia nell’ambito dei servizi culturali rivolti a contesti multilinguistici e multiculturali e alla tutela dei dialetti e delle lingue minoritarie e delle lingue immigrate. I laureati di questo Corso saranno prioritariamente operatori nel campo della mediazione interculturale, mentre nell’ambito delle professioni intellettuali troveranno sbocchi professionali in tutti quei settori pubblici o privati delle relazioni internazionali ove sia richiesta la presenza di specialisti in discipline linguistiche, letterarie e documentarie (quali interpreti e traduttori, archivisti e bibliotecari con competenze nelle lingue straniere, redattori di testi in lingua straniera). Essi potranno altresì trovare occupazione in altre attività di assistenza linguistica alle imprese e all’interno delle istituzioni in diversi ambiti, tra cui quello informatico, editoriale, turistico, giornalistico».

      2.   LM-94 Laurea magistrale in Traduzione Specialistica e Interpretariato

Riporto qui la descrizione del percorso formativo della Laurea Magistrale in Traduzione Specialistica e Interpretariato dell’Università degli Studi di Cagliari:

«I laureati del corso di laurea LM-94 possiederanno elevate competenze traduttive nelle due lingue scelte dallo studente, con particolare riferimento alla traduzioni di testi propri dei linguaggi settoriali e dei relativi ambiti di riferimento; una approfondita preparazione nella teoria e nelle tecniche della traduzione; capacità di utilizzare gli ausili informatici e telematici indispensabili all’esercizio della professione di traduttore, nonchè competenze in ambito terminologico e terminografico, relative al campo dell’editoria.

Obiettivi operativi a livello concettuale e a livello linguistico:
analizzare un testo cogliendone le caratteristiche principali in modo da collocarlo opportunamente nel sistema specialistico di appartenenza;
stabilire collegamenti e confronti fra due o più testi che presentino qualche omogeneità (di contenuto, di genere ecc.);
orientarsi nella lettura a “prima vista” di qualche pagina di un testo specialistico, nel senso di riconoscerne le peculiarità di contenuti e di stile e di stabilire collegamenti con

altre pagine di altri testi simili;
utilizzare le conoscenze acquisite per muoversi autonomamente in un testo specialistico;
essere in grado di variare la validità di una o più traduzioni proposte ed, eventualmente, fornirne una alternativa; riconoscere in un testo gli elementi linguistici e stilistici caratteristici dei linguaggi specialistici

Obiettivi a livello di pratica traduttiva
rafforzare l’addestramento dei futuri traduttori su argomenti e problematiche tipiche della professione del traduttore (gestione dell’incarico traduttivo in tutte le sue fasi,

capacità organizzativa di file e risorse, utilizzo delle risorse documentali disponibili, elaborazione di glossari ad hoc, partecipazione a reti virtuali di comunità di traduttori, ecc.)
L’attività didattica si avvarrà di strumenti FAD, CAT e di risorse terminologiche on-line per traduttori e interpreti secondo le seguenti modalità:

forme di didattica “blended” (misto di modalità non presenziale e presenziale), lavoro collaborativo in piccoli gruppi e autoapprendimento, attività di revisione accesso, visualizzazione, analisi e comparazione degli strumenti monolingue e multilingue disponibili in rete;
utilizzo degli strumenti di traduzione assistita più comuni con i software attualmente più diffusi (Trados, Déjá Vu, ecc.)

Le competenze acquisite nell’ambito della traduzione nelle due lingue vengono consolidate da una riflessione teorica nel corso di teorie e storia della traduzione in rapporto sia agli approcci classici sia alle teorie più attuali degli “Translation Studies”. Il lavoro metalinguistico tende a far acquisire allo studente le capacità di riflessione, di analisi critica e di miglioramento delle sue competenze traduttive, nonché della sua capacità di fornire pareri e consulenze sia sulla traduzione stessa sia sulla qualità dei testi ottenuti. Queste competenze rendono lo studente idoneo a svolgere un ruolo di interfaccia tra le varie parti del mondo del lavoro e a valutare le proprie capacità di scegliere percorsi di miglioramento della propria formazione in vista di eventuali promozioni professionali.

L’erogazione dell’attività didattica avviene mediante lezioni frontali, esercitazioni, attività di autoapprendimento, di laboratorio linguistico e di traduzione simultanea.
Sono previsti interventi e workshop da parte di conferenzieri e visiting professor e attività seminariali in collaborazione con docenti di altri atenei ed esperti della professione.
Sono previste inoltre attività di tirocinio presso aziende, enti turistici, commerciali e di editoria e sono riconosciute le esperienze acquisite nell’ambito dei programmi europei di scambio.

La verifica avviene mediante prove di valutazione in itinere ed esami finali scritti e orali.
La Laurea dà accesso ai Master di II livello, ai Dottorati di Ricerca e a corsi di specializzazione post-laurea. Il Corso aderisce al Progetto CampusUnica dell’Ateneo.

Il corso prepara alla professione di (codifiche ISTAT):

Dialoghisti e parolieri – (2.5.4.1.2)
Redattori di testi per la pubblicità – (2.5.4.1.3)
Redattori di testi tecnici – (2.5.4.1.4)
Giornalisti – (2.5.4.2.0)
Interpreti e traduttori di livello elevato – (2.5.4.3.0)
Linguisti e filologi – (2.5.4.4.1)
Revisori di testi – (2.5.4.4.2)
Professori di scienze letterarie, artistiche, storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche nella scuola secondaria superiore – (2.6.3.2.5) Professori di discipline umanistiche nella scuola secondaria inferiore – (2.6.3.3.1)».

 

Università e mercato di lavoro per traduttori

IMG_2222A partire dagli anni Novanta, le università europee si sono rese conto di quanto sia importante dare una maggiore spendibilità ai titoli rilasciati. Questa consapevolezza ha portato a cambiamenti sostanziali nei programmi universitari erogati. Si cercava, dunque, di tenere conto della relazione università- mercato di lavoro. Questo fenomeno ha travolto anche il mondo della traduzione e dell’interpretariato. Le università hanno cominciato ad essere consapevoli di dover formare traduttori e interpreti in modo da rispondere ai bisogni del mercato lavorativo. Sono questi i primi passi verso la creazione di lauree che formino nuovi professionisti nell’ambito traduttivo. Le università cominciano a dare agli studenti gli strumenti per imparare nuove competenze e abilità per poter affrontare le sfide del mondo della traduzione e dell’interpretariato. Esiste, tuttavia, una componente che non può essere appresa all’università: ad esempio, le competenze tecniche molto specifiche nell’ambito della localizzazione o nel Project Management, che devono essere apprese in seminari specialistici o durante i tirocini formativi, dato che hanno una forte impronta pratica.

Si tende, dunque, a creare dei professionisti in grado di affrontare il mercato del lavoro e le sue esigenze in modo qualitativo. La preparazione teorica si deve intrecciare con quella pratica. Chi ha già tradotto, si è reso conto di quanto sia difficile tradurre e di quanto sia importante disporre di una preparazione solida che dia strumenti validi per affrontare l’universo della traduzione e le sue difficoltà. Dalla crescente attività traduttiva nel processo di gestione di documentazione multilingue del mercato attuale si possono individuare alcuni obiettivi formativi di cui l’università dovrebbe tener conto per soddisfare esigenze specifiche e per preparare al meglio gli studenti:

  • capacità di tradurre uno stesso testo in base a esigenze e destinatari diversi (importanza del translation brief);
  • revisione ed editing di testi già tradotti;
  • redazione di testi ex novo sulla scorta di semplici tracce fornite dal committente;
  • capacità di considerare la comunicazione in termini non solo testuali ma anche più propriamente multimediali;
  • automatizzazione dei processi mentali legati alla routine traduttiva;
  • capacità di saper amministrare la propria competenza in maniera adeguata alla complessità e all’importanza del compito assegnato.

Ecco perché conoscere una lingua non vuol dire saper tradurre. Il mestiere del traduttore è un mestiere altamente qualificato che richiede competenze specifiche e anche interdisciplinare. Occorre molta preparazione tecnica e pratica, oltre a un livello altissimo di lingua. Tuttavia, neanche questo basta: oltre alla preparazione altissima e alla conoscenza delle lingue di lavoro, il traduttore deve essere anche esperto della cultura altrui. Tutte queste qualità e competenze sono imprescindibili per un traduttore professionista. Le università si sono rese conto di tutte queste necessità, inserendo corsi destinati a tener conto delle realtà del mercato attuale, creando programmi sempre più specializzati e in grado di fornire capacità e preparazione ai propri studenti, cioè ai futuri traduttori del mercato lavorativo.

La traduzione asseverata o giurata

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La traduzione asseverata o giurata

La traduzione asseverata è un tipo particolare di traduzione, chiamata anche traduzione giurata, che si rende necessaria quanto dobbiamo interagire con varie strutture ed enti pubblici o privati, presentando un atto tradotto che deve mantenere lo stesso valore legale del documento originale. Facciamo un esempio: se ho conseguito un titolo di studi all’estero e vorrei proseguire i miei studi presso un’Università italiana, devo presentare la traduzione asseverata del mio titolo di studi estero. Lo stesso accade anche con gli atti o i documenti tradotti che dobbiamo presentare presso istituzioni pubbliche o private. In poche parole, se si deve tradurre un atto o un documento e si vuole conservare il suo valore legale, si deve realizzare una traduzione asseverata.

Come si distingue tra una traduzione semplice e una traduzione asseverata?

Il traduttore che ha tradotto il testo si deve recare in Tribunale per effettuare il giuramento. Tale giuramento è sottoposto a una verbalizzazione tramite un documento chiamato verbale di giuramento. La traduzione asseverata si compone da: testo originale, traduzione e verbale di giuramento. Tutti questi documenti devono essere riuniti in un solo atto che rappresenterà la traduzione asseverata del nostro documento, una volta presentata alla cancelleria del Tribunale. In questo modo, la traduzione giurata ottiene un valore legale vero e proprio, conferito dal giuramento presso il Tribunale di riferimento.

Chi deve realizzare l’asseverazione?

Come abbiamo già visto, la traduzione asseverata è un atto ufficiale a tutti gli effetti, quindi il processo di giuramento deve essere realizzato solo ed esclusivamente dal traduttore specializzato che ha fatto la traduzione. La traduzione deve essere giurata personalmente dal traduttore in questione. 

Costi della traduzione asseverata

marca-da-bolloPer il processo di giuramento presso il Tribunale è obbligatorio apporre sulla traduzione una marca da bollo da 16€ per ogni 100 righe compreso il verbale di giuramento, e inoltre, se le pagine della traduzione (compreso il verbale di giuramento) contengono un numero di righe da 101 a 200 si devono applicare 2 marche da bollo da 16€ e così via. Si deve applicare, quindi, una marca da bollo da 16€ per ogni 100 righe.

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