La carta del Traduttore

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Carta del Traduttore

Testo adottato dal Congresso della FIT a Dubrovnik nel 1963 e modificato ad Oslo il 9 luglio 1994.

La Federazione Internazionale dei Traduttori,

constatando

che la traduzione nel mondo contemporaneo si configura come un’attività permanente, universale e necessaria la quale, consentendo gli scambi spirituali e materiali tra i popoli, arricchisce la vita delle nazioni e favorisce la comprensione tra gli uomini;

che, a dispetto delle diverse condizioni nelle quali viene esercitata, la traduzione ai nostri giorni dev’essere riconosciuta come una professione specifica e autonoma;

desiderando

stabilire, sotto forma di un atto solenne, i principi generali inerenti alla professione del traduttore, con l’intento prioritario di:

  • –  mettere in risalto la funzione sociale della traduzione,
  • –  precisare i diritti e i doveri del traduttore,
  • –  porre le basi di un codice deontologico del traduttore,
  • –  migliorare le condizioni economiche e l’ambiente sociale in cui il traduttoreesercita la sua attività,
  • –  raccomandare determinate linee di condotta ai traduttori e alle loroorganizzazioni professionali, contribuendo così all’affermazione della traduzione come professione specifica e autonoma,

    presenta il testo di una carta destinata a guidare il traduttore nella sua pratica professionale.

    Capitolo I. Doveri generali del traduttore

    1. La traduzione, essendo un’attività intellettuale il cui scopo è la trasposizione di testi letterari, scientifici e tecnici da una lingua all’altra, impone a chi la esercita doveri specifici inerenti alla sua stessa natura.

 2. Una traduzione dev’essere sempre realizzata sotto l’esclusiva responsabilità del traduttore, indipendentemente dalla natura del rapporto o del contratto che lo lega al committente.

3. Il traduttore rifiuterà di attribuire al testo un’interpretazione che non approvi o che comporti una deroga ai suoi doveri professionali.

4. Qualsiasi traduzione dev’essere fedele e rendere esattamente le idee e la forma dell’opera originale; la fedeltà costituisce al tempo stesso un dovere morale e un obbligo di natura giuridica per il traduttore.

5. Non bisogna tuttavia confondere traduzione fedele e traduzione letterale: la fedeltà non può prescindere dall’adattamento necessario per rendere lo stile, l’atmosfera, il significato profondo dell’opera in una lingua e un paese diversi.

6. Il traduttore deve conoscere bene la lingua dalla quale traduce ma soprattutto padroneggiare la lingua d’arrivo.

7. Deve inoltre possedere una buona cultura generale e un’adeguata conoscenza della materia da tradurre nonché astenersi dall’intraprendere una traduzione in un dominio che esuli dalle sue competenze.

8. Il traduttore deve evitare qualsiasi atto di concorrenza sleale nell’esercizio della sua professione, in particolare sforzandosi di ottenere una giusta remunerazione e non accettando tariffe inferiori a quelle eventualmente fissate da leggi o regolamenti.

9. In generale, non deve chiedere né accettare di lavorare a condizioni umilianti per se stesso o per la sua categoria professionale.

10. Il traduttore è tenuto a rispettare i legittimi interessi del committente, mantenendo il segreto professionale su tutti i dati di cui possa venire a conoscenza nel corso della traduzione affidatagli.

11. Essendo un autore «secondario», il traduttore deve rispettare anche specifici obblighi nei confronti dell’autore dell’opera originale.

12. È tenuto a chiedere l’autorizzazione a tradurre all’autore dell’opera originale o al committente della traduzione nonché a rispettare tutti gli altri diritti dell’autore originale.

Capitolo II. Diritti del traduttore

13. Ogni traduttore gode, sulla traduzione effettuata, della pienezza dei diritti che il paese nel quale lavora riconosce agli altri lavoratori intellettuali.

14. La traduzione, come creazione intellettuale, gode della protezione giuridica accordata alle opere dell’ingegno.

15. Pertanto il traduttore è titolare del diritto d’autore sulla sua traduzione, e conseguentemente delle stesse prerogative dell’autore dell’opera originale.

16. Al traduttore spettano quindi tutti i diritti morali e patrimoniali determinati dalla sua qualità d’autore.

17. Conseguentemente il traduttore conserva per tutta la vita il diritto di rivendicare la paternità della sua opera, il che comporta soprattutto:
a) che il suo nome venga citato in modo evidente e inequivocabile in qualsiasi utilizzazione pubblica della sua traduzione;

b) che abbia il diritto di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra modificazione della sua traduzione;
c) che gli editori e altri beneficiari della traduzione non abbiano il diritto di effettuare alcun cambiamento senza il suo consenso preventivo;

d) che abbia il diritto di proibire qualsiasi utilizzazione illegittima della sua traduzione e, in generale, di opporsi a qualsiasi azione pregiudizievole del suo onore e della sua reputazione.

18. Analogamente, il traduttore ha il diritto esclusivo di autorizzare la pubblicazione, la presentazione, la trasmissione, la ritraduzione, l’adattamento, la modificazione e qualsiasi altra trasformazione della sua traduzione e, in generale, l’utilizzazione dell’opera sotto qualsiasi forma.

19. Per qualsiasi utilizzazione pubblica della sua traduzione il traduttore ha diritto a una remunerazione pecuniaria stabilita per contratto o fissata per legge.

Capitolo III. Condizione economica e sociale del traduttore

20. Al traduttore devono essere assicurate condizioni di vita che gli permettano di svolgere con dignità ed efficacia la funzione sociale di cui è investito.

21. Il traduttore dev’essere associato alla fortuna della sua opera; in particolare gli3

dev’essere garantito il diritto a una remunerazione proporzionale al profitto commerciale della traduzione.

22. Va riconosciuto che la traduzione può anche avere le caratteristiche di un’opera su commissione e, come tale, il suo autore ha il diritto ad essere remunerato indipendentemente dai profitti commerciali dell’opera tradotta.

23. Come professionista, il traduttore, allo stesso titolo degli altri lavoratori, deve ricevere dal proprio paese una protezione equivalente a quella che viene accordata alle altre categorie professionali mediante accordi collettivi, contratti-tipo, ecc.

24. I traduttori devono beneficiare in ogni paese di tutti i vantaggi garantiti ai lavoratori intellettuali, e soprattutto di tutte le misure di tutela sociale in materia di pensione, previdenza, malattia, disoccupazione e prestazioni familiari.

Capitolo IV. Associazioni e sindacati di traduttori

25. I traduttori, come i lavoratori di altre categorie, hanno il diritto di riunirsi in associazioni professionali o sindacali.

26. Oltre che alla difesa degli interessi morali e materiali dei traduttori, queste organizzazioni hanno il compito di vigilare sulla qualità delle traduzioni e di occuparsi di tutte le altre questioni relative alla traduzione.

27. Intervengono presso i poteri pubblici nella preparazione e nell’emanazione di misure legislative e regolamenti riguardanti la professione della traduzione.

28. Si sforzano di mantenersi in contatto permanente con le organizzazioni rappresentative dei committenti delle traduzioni (sindacati degli editori, imprese industriali e commerciali, amministrazioni pubbliche e private, organi di stampa, etc.) per studiare e lavorare alla soluzione di problemi d’interesse comune.

29. Vigilando sulla qualità delle opere tradotte nel proprio paese, si tengono in contatto con gli organismi culturali, le associazioni degli autori, le sezioni nazionali del Pen Club, i critici letterari, le accademie, le istituzioni culturali, le università e gli istituti di ricerca tecnica e scientifica.

30. Sono chiamate a svolgere una funzione arbitrale e peritale in tutti i contenziosi tra i traduttori e i loro clienti.

31. Danno il loro parere sulla formazione e l’impiego dei traduttori e collaborano con4

gli istituti specializzati e le università al fine di migliorare la formazione e gli sbocchi lavorativi dei traduttori.

32. Si sforzano di raccogliere dalle fonti più disparate le informazioni di interesse professionale per metterle a disposizione dei traduttori tramite biblioteche, dossier, riviste, newsletter; a questi fini creano servizi di informazione su questioni teoriche e pratiche, offrono consulenze e organizzano incontri.

Capitolo V. Organizzazioni nazionali e Federazione internazionale dei traduttori

33. Se in un paese esistono diverse associazioni di traduttori costituite su base regionale o divise per categoria, è desiderabile che queste coordinino i loro sforzi e facciano riferimento a un’organizzazione nazionale centrale, senza rinunciare alla propria individualità.

34. Nei paesi dove ancora non esistono associazioni o sindacati di traduttori, è consigliabile che questi ultimi si impegnino congiuntamente per arrivare all’indispensabile creazione di tali organismi, nel rispetto delle condizioni previste dalla legge.

35. Al fine di unire gli sforzi per assicurare la realizzazione dei propri obiettivi a livello mondiale, le organizzazioni che rappresentano i traduttori a livello nazionale sono invitate a confluire nella Federazione internazionale dei traduttori (FIT).

36. L’associazione dei singoli traduttori nelle organizzazioni nazionali, come l’associazione delle singole organizzazioni nella Federazione Internazionale dei Traduttori, deve avvenire in piena libertà.

37. La Federazione Internazionale dei Traduttori difende i diritti materiali e morali dei traduttori sul piano internazionale, segue l’evoluzione delle questioni teoriche e pratiche relative alla traduzione e si sforza di contribuire alla diffusione della cultura nel mondo.

38. La Federazione Internazionale dei Traduttori realizza questi obiettivi rappresentando i traduttori a livello internazionale, soprattutto nei rapporti con le organizzazioni governative, non governative e sovranazionali, partecipando alle riunioni che possano interessare i traduttori e la traduzione su scala internazionale, pubblicando dei testi e organizzando o promuovendo l’organizzazione di congressi che permettano lo studio di questioni inerenti la traduzione e i traduttori.

39. In linea generale, la Federazione internazionale dei traduttori estende sul piano5

internazionale l’azione delle associazioni dei singoli paesi, coordina i loro sforzi e definisce una linea di condotta comune.

40. Le associazioni nazionali e il loro organismo centrale, la Federazione Internazionale dei Traduttori, attingono l’energia necessaria per realizzare i propri obiettivi professionali dal senso di solidarietà tra traduttori e dalla dignità della traduzione, che favorisce la comprensione tra i popoli e la fioritura della cultura nel mondo.

Traduzione dal francese di Elisa Comito

Software gratuiti per traduttori freelance alle prime armi

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Se ti sei laureato da poco e vorresti costruire una carriera di traduttore freelance avrai sicuramente fatto una ricerca che ti ha messo davanti a una cruda realtà: PROGRAMMI INDISPENSABILI PER LA TRADUZIONE a costi esorbitanti. Se sei a inizio carriera, affrontare questi costi ti risulta davvero impossibile. Probabilmente tutti i traduttori freelance hanno affrontato questa situazione: te ne accorgi che, per attrezzarti al meglio, dovresti fare un investimento molto elevato in termini economici.

Prima di tutto, un investimento lo devi fare comunque. Dovresti avere un tuo PC su cui poter lavorare e una connessione internet, ma se sei un neolaureato probabilmente questo investimento lo hai già fatto. Quindi possiamo passare allo step successivo. Come affrontare la spesa per i programmi che facilitano il processo di traduzione?

MG Traduzioni ha stilato una guida per chi è a inizio carriera e non ha la possibilità di investire tante risorse economiche sin da subito. Abbiamo ideato un elenco di programmi molto utili e totalmente gratuiti. L’unica cosa che dovrai aggiungere è la curiosità e l’impegno di imparare a lavorare con questi programmi:

CAT Tools gratuiti

Programmi di grafica

Software per la localizzazione

Microsoft Office

  • Per gli studenti in possesso di una mail istituzionale è disponibile gratuitamente il pacchetto Office, scaricabile dalla loro pagina web. 

Evidentemente questi rappresentano soltanto una piccola parte dei programmi gratuiti disponibili online. Tuttavia, con un po’ di pratica si può arrivare a capire la dinamica di tali programmi e come essi possono facilitare il lavoro del traduttore. I software a pagamento hanno sicuramente funzioni davvero eccezionali, in grado di aiutare moltissimo il traduttore, ma per chi è alle prime armi e non si può permettere una spesa così elevata, i software gratuiti potrebbero rappresentare un punto di partenza. Inoltre, vorrei precisare che quasi tutti i software a pagamento offrono un periodo di prova totalmente gratuito di 30 giorni. Quindi se volete fare pratica potete tranquillamente scaricare anche i più costosi software e sfruttare al massimo i 30 giorni a disposizione.

Se avete altri suggerimenti o se vi siete trovati bene con altri software gratuiti, potete lasciare un commento qui sotto indicando il loro nome. Questo sarà di aiuto per tutti i traduttori freelance a inizio carriera che stanno cercando di migliorare le proprie competenze. 

Il codice ATECO

beverage black coffee business chart

Cos’è il codice ATECO?

Il codice ATECO è un codice identificativo alfanumerico utilizzato per classificare e individuare le imprese e per poter stabilire la categoria di pertinenza dell’attività ai fini fiscali e statistici.

Quando è necessario ottenere il codice ATECO?

Il codice ATECO deve essere identificato e comunicato al momento della compilazione e presentazione della domanda di inizio attività e al momento dell’apertura di una P. IVA.

Dove reperire il codice ATECO?

  • Per prima potete fare una ricerca in base all’attività svolta (io ho fatto una ricerca per il campo della traduzione):

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  • Una volta trovata la propria categoria (nel nostro caso Traduzione e interpretariato), dovete cliccare su di essa e vi comparirà il codice ATECO e altre informazioni utili:

Schermata 2018-08-30 alle 08.11.39Il sito che abbiamo utilizzato per per rintracciare il  codice ATECO del nostro esempio è questo.

 

 

Guida alla prima fattura

woman holding pen while using calculator

“Prima trovare il primo cliente”- direte voi!

MEGLIO TROVARSI PRONTI! Questo articolo ti aiuterà a capire come emettere la tua prima fattura.

Hai lavorato duro per cercare clienti, sei stato ore e ore a cercare nuove strategie per cominciare a lavorare da freelance e adesso il tuo desiderio si avvera: ecco il tuo primo cliente! Svolgi il tuo lavoro con preparazione, consegni tutto e te ne accorgi che c’è un ancora un piccolo passo da fare: FATTURARE!

Nonostante sia il desiderio di tutti i lavoratori freelance, dover fatturare per la prima volta potrebbe risultare abbastanza complicato.

Prima di fornirvi un modello di fattura bisogna fare alcune piccole precisazioni. Per la fatturazione ci sono alcune regole che devono essere rispettate:

  • Le fatture devono contenere l’indicazione di un numero progressivo che le identifichi in modo univoco (Se si tratta della vostra prima fattura, allora dovete cominciare da Fattura Numero 1 e così via).
  • Le fatture devono contenere le seguenti informazioni:
  1. Partita IVA del cliente o CF del cliente (se questo è un privato)
  2. Numerazione univoca
  3. Data di emissione
  4. Importo
  5. Ragione sociale, nome e cognome, indirizzo, partita IVA o CF del prestatore di servizi
  6. Descrizione delle prestazioni svolte (descrizione del servizio svolto, quantità, prezzo unitario, eventuali sconti)
  7. La descrizione con articolo di legge per ogni eventuale esenzione IVA
  8. L’annotazione di Imponibile e Imposta per ogni aliquota IVA applicata
  9. Aliquote IVA per ogni tipologia di bene o servizio.

Modello di fattura semplice:

Fattura semplice:

Fattura semplice

Questo articolo non può e non ambisce a sostituire il commercialista, che rappresenta la figura di riferimento per qualsiasi chiarimento e dubbio. Detto ciò, vi auguriamo moltissime fatture da emettere! 🙂 (Tutte le indicazioni sono valide soltanto per fatture emesse in e per l’Italia. Per qualsiasi informazione e chiarimento è opportuno rivolgersi al proprio commercialista.)

 

 

L’Isola dei Conigli … senza conigli! (tutta colpa della traduzione)

Settembre è alle porte, ma noi di MG Traduzioni non ci arrendiamo!

Oggi vi facciamo fare un viaggio in Sicilia, in una delle spiagge più belle d’Italia:

L’Isola dei Conigli (in foto) si trova in uno dei luoghi più chiacchierati degli ultimi decenni per quanto riguarda il tema dell’immigrazione: Lampedusa.

“Molto bello” – direte voi – “ma cosa ha a che fare l’Isola con la traduzione?”

Continuate a leggere e lo scoprirete! 😉

Prima di tutto bisogna porsi una domanda: perché un’isola nella quale i conigli sono assenti dovrebbe chiamarsi “Isola dei Conigli”?

Come sapete, Lampedusa è molto più vicina alla Tunisia che all’Italia. Il nome originario dell’isola, infatti, era arabo: رابطجزيرة, doveجزيرة (jazira) significa “isola” e  رابط (rabit) significa “collegamento”. Tale nome deriva dal fatto che l’isola è collegataalla terra ferma, alla quale è molto vicina (come vedete nella foto), mediante un tratto di spiaggia visibile eccezionalmente nei periodi di bassa marea.

L’aggettivo رابط (rabit), trascritto erroneamente in caratteri latini sulle prime carte nautiche come rabbit, ha fatto automaticamente pensare al termine anglosassone rabbitche significa appunto “coniglio”, ma che non ha nulla a che fare con la vera etimologia del nome dell’Isola. Un errore che ha tratto in inganno per secoli ed ha portato alla consolidazione di un nome che deriva da una traduzione errata.

Ed ecco, dunque, spiegata la curiosa storia dell’Isola dei Conigli…senza conigli!

Just be careful when you translate! 😉


Claudia Santivetti
Dott.ssa in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione
Docente di lingua inglese certificata TEFL
Traduttrice ed interprete di MG Traduzioni

Wordfast, Trados, Google… qual è lo strumento più efficiente per una traduzione?

Sei un traduttore alle prime armi? Sei uno studente di lingue? Ti hanno chiesto una traduzione e non sai da dove cominciare?

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Questo articolo fa per te. Dai un’occhiata!

Il mondo del XXI secolo è un mondo immerso nella tecnologia. Con i suoi pregi e difetti, infatti, la tecnologia ci offre, anche da un punto di vista lavorativo e professionale, strumenti fondamentali che prima non avevamo. Pensate al lavoro del traduttore, ad esempio. Penna, calamaio e dizionario? Non più! Ormai, si sa, il nostro strumento di lavoro è il PC, ma… 

Wordfast, Trados, Google…qual è lo strumento più efficiente per una traduzione?

 Se sei uno studente universitario o un neolaureato è probabile che questi nomi non ti dicano niente, perché, diciamocelo, purtroppo le università pubbliche italiane non hanno i mezzi, (in questo caso i compute), per insegnare ai propri aspiranti traduttori la pratica (non solo la teoria!). Per questa ragione ho pensato di proporre una descrizione dei migliori e più conosciuti programmi per traduttori che potrebbero fare al caso vostro:

–      Wordfast Anywhere. Consiglierei questo strumento soprattutto ai traduttori che si avvicinano per la prima volta ad una CAT (Computer Aided Translation), perché è molto facile da utilizzare. È online ed è possibile accedervi da qualsiasi dispositivo. Altro punto a favore? È gratuita! (ma a tempo limitato). Svantaggio? Può effettuare traduzioni solamente fino a cinquecento segmenti (o frasi).

–      Google Translator Toolkit. Anche questo strumento, fornito da Google(da non equivocare con il semplice Google Translate, decisamente non adatto a traduzioni lunghe), è gratis e abbastanza facile da usare, quindi adatto ai traduttori alle prime armi che vogliono fare un po’ di pratica. Ha un grande vantaggio: riconosce fino a 346 lingue. Sfortunatamente, però, la qualità della traduzione non è un gran che, quindi personalmente non lo consiglierei ad un traduttore professionista. (Da tener conto anche il fatto che la qualità della traduzione risulterà più elevata per quanto riguarda le lingue più utilizzate e conosciute, piuttosto che con quelle “meno convenzionali”.)

–      OmegaT. Anche questo strumento è gratis e facile da utilizzare. Inoltre, è una multipiattaforma, quindi ha diverse versioni (per Mac, Windows, ecc.) – al pari di Wordfast Anywhere. Un altro aspetto positivo: permette di utilizzare allo stesso tempo più memorie di traduzione e gestire memorie e glossari terminologici. Inoltre, OmegaTha supporti per utilizzare alfabeti diversi da quello latino, incluse le lingue che si scrivono da destra a sinistra, quindi è uno strumento valido che consiglierei anche a coloro i quali lavorano di solito con lingue non europee.

–      Deja Vu. È uno degli strumenti traduttivi più conosciuti. Esiste una versione gratuita e una a pagamento. Uno dei vantaggi è quello di poter importare memorie di traduzione di diverso formato e di poter creare un glossario a partire dall’estrazione di alcuni termini di un determinato testo che caricate per la traduzione. L’utilità di questo strumento è anche quella di poter gestire progetti di gruppo. Se dovessimo trovare dei punti a sfavore, questi sarebbero senza dubbio il costo elevato della versione a pagamento e il fatto che ci sia un limite di memorie di traduzione per ogni progetto e per ogni lingua, quindi non è uno strumento adatto per un traduttore a tempo pieno (per lo meno io personalmente non ci investirei).

–      Come non terminare con Trados! È lo strumento traduttivo più conosciuto e professionale. Tra i vantaggi evidenzierei il numero illimitato di memorie di traduzione che possono essere create per uno stesso progetto e per una stessa lingua ( a differenza di Deja Vu!). Anche in questo caso, però, il costo è abbastanza elevato (anche se è possibile scaricare una versione gratuita di prova che può essere utilizzata per un massimo di cento frammenti).

In conclusione…quale usare?

Per un traduttore alle prime armi o per uno studente consiglierei senza dubbio Wordfast Anywhere o Google Toolkit perché sono gratis e facili da utilizzare da qualsiasi dispositivo.

Per i traduttori che lavorano con lingue orientali o non europee forse OmegaTè la più appropriata, soprattutto per i supporti che offre con i diversi alfabeti.

Se si vuole invece investire e se si vuol fare del mondo della traduzione il proprio lavoro, Trados è decisamente lo strumento più adatto e completo.

Spero di esservi stata di aiuto e… buona traduzione a tutti! 😊


Claudia Santivetti
Dott.ssa in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione
Docente di lingua inglese certificata TEFL
Traduttrice ed interprete di MG Traduzioni

 

 

 

Italiano, lingua del cuore — Affresco della Lingua Italiana

L’italiano non è la prima lingua più studiata al mondo, ma la quarta. Poche persone studiano l’italiano per dovere o perché è importante farlo – come succede con l’inglese o con il tedesco, se si vive in Germania o in Svizzera. Tuttavia, anche se non occupa il primo posto della classifica, esercita un fascino tutto […]

via Italiano, lingua del cuore — Affresco della Lingua Italiana

Quali sono i fattori che entrano in gioco nell’apprendimento di una lingua?

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Vuoi imparare una lingua straniera? Questo ti spaventa o ti sembra troppo complicato? Ti sei mai chiesto:

Quali sono i fattori che entrano in gioco nell’apprendimento di una lingua?

L’apprendimento di una lingua straniera è un processo molto complicato. Sapere quali sono i fattori che intervengono in tale processo potrebbe facilitarti l’apprendimento.

Vuoi conoscerli?

Continua a leggere l’articolo!

  1. Il primo fattore è sicuramente la motivazione. Ci sono persone che seguono corsi di lingue per anni, facendo esercizi di grammatica, di comprensione, ecc., ma se non hanno un obbiettivo o un interesse specifico per l’apprendimento della lingua, il processo sarà molto lento e non darà i risultati sperati. Pensate ad esempio a quante persone hanno studiato inglese a scuola per anni, dalla prima elementare al quinto anno delle scuole superiori, ma se un turista dovesse fermarli per strada chiedendo informazioni in inglese, molti di loro non sarebbero in grado di fornirgliele. Perché? Molto probabilmente perché in realtà non sono mai stati veramente interessati ad imparare la lingua.
  1. L’input: nel processo di apprendimento è importante anche avere un input (scritto o orale) dal quale trarre tutte le informazioni necessarie. Oltre che partecipare ad un corso di lingue, nel quale la fonte dell’input sarà l’insegnante stesso (ma non solo!), ognuno di noi può procurarsi input esterni (per esempio ascoltando canzoni, vedendo video su YouTube, leggendo articoli in lingua su internet, ecc.).
  1. La memoriase, attraverso i diversi input, riusciamo ad acquisire informazioni riguardanti il lessico, le strutture grammaticali, sintattiche ecc., è importante registrare tali informazioni, consolidarle in modo tale che restino nella nostra memoria a lungo termine. Come? Usando il più possibile quanto appreso!
  1. L’interazione: l’input non è sufficiente se non registriamo tali informazioni e soprattutto se non le riutilizziamo per produrre un output che risulti comprensibile ad un madrelingua. Ecco perché è importante seguire un corso di lingua: perché ti da la possibilità di interagire con altre persone utilizzando la lingua che stai imparando, e quindi mettendo in pratica tutta la teoria appresa. Utilizzare solamente la lingua straniera durante le lezioni è fondamentale. È probabile che all’inizio si facciano molti errori, però, più tardiamo nel mettere in partica la teoria, più questo ci risulterà difficile in futuro. È importante imparare a comunicare un concetto, un’idea, un’opinione utilizzando la lingua straniera! “E se mi sbaglio?”. Non fa niente, imparerai con il tempo (e lo studio) a correggere i tuoi propri errori! 

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Claudia Santivetti
Dott.ssa in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione
Docente di lingua inglese certificata TEFL
Traduttrice ed interprete di MG Traduzioni