«Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario»

27 Gennaio – Giorno della Memoria

La memoria umana è uno strumento curioso: finché sono stato in campo, mi hanno danzato per il capo due versi che mi ha scritto un mio amico molto tempo fa: «…infin che un giorno/ senso non avrà più dire: domani». Qui è così. Sapete come si dice «mai» nel gergo del campo? «Morgen früh», domani mattina.

Oggi è il Giorno della Memoria e diventa quindi indispensabile fare una riflessione sul ruolo sociale della Memoria, sulle nuove generazione e sulla Shoah. Più ci allontaniamo dal periodo storico della Shoah, più questa Memoria rischia di indebolirsi. Affinché questo non accada, dobbiamo mantenere viva la Memoria della Shoah. Non posso non ricordare la memoria esemplare a cui Todorov fa riferimento nella sua opera Gli abusi della memoria. La memoria esemplare è un tipo di memoria liberatrice che permette di utilizzare in passato in vista del presente, di comprendere gli errori del passato per combattere gli errori e gli abusi del presente. 

«La memoria è responsabile non solo delle nostre convinzioni, ma anche dei nostri sentimenti», sostiene Todorov. Le convinzioni a livello della società sono fondate dalla trasmissione di un capitale di ricordi e oblii. Trasmettere il nostro passato è essenziale per poter costruire il nostro futuro. Dobbiamo mantenere viva la memoria del passato per avere la capacità di restare attenti di fronte a un presente che potrebbe sviluppare situazioni analoghe. 

La Seconda Guerra Mondiale vede la popolazione del pianeta coinvolta in uno dei più crudeli e sanguinosi conflitti militari. Causa di distruzioni, morte, disperazione e genocidi, la Seconda Guerra Mondiale conta con un numero sconvolgente e straziante di vittime. Conoscere è fondamentale ed è proprio il sapere l’unica arma veramente efficace per prevenire situazioni simili. La saggezza conquistata attraverso gli insegnamenti del passato e una Memoria esemplare messa a nostra disposizione sono fondamentali per evitare gli errori e gli orrori del passato. 

Vorrei oggi tentare un’altro tipo di racconto della Shoah. 

Tutti i dati e le imagini sono stati raccolti dal sito ufficiale di United States Holocaust Memorial Museum, consultabile al seguente link: 

https://encyclopedia.ushmm.org/it

Lui è Tomas Kulka, nato il 25 maggio 1934 in Cecoslovacchia, morto all’età di sette anni nella camera a gas del campo di sterminio di Sobibor.

Lui è Tomas Kulka, nato il 25 maggio 1934 in Cecoslovacchia, morto all’età di sette anni nella camera a gas del campo di sterminio di Sobibor. 

Lui è Henoch Kornfeld, nato nel 1938 in Polonia, morto all’età di tre anni e mezzo nelle camere a gas del campo di sterminio di Belzec.

Lui è Zigmond Adler, nato il 18 luglio 1936 in Belgio, deportato ad Auschwitz nel 1944, ucciso a poco più di sette anni nelle camere a gas.

Lei è Lidia Lebowitz, nata nel 1934 in Ungheria. Non si    avranno mai più notizie su di lei e della sua famiglia a partire dal 1944, quando le armate tedesche occuparono l’Ungheria e gli ebrei della città di Satoraljaujhely, la città dove Lidia viveva con la sua famiglia, furono deportati ad Auschwitz su dei vagoni merci sigillati. 

Lui è Jan- Peter Pfeffer, nato il 3 maggio 1934 in Olanda, morto all’età di dieci anni nelle camere a gas di Auschwitz, dove nel 1944 fu deportato insieme alla sua famiglia. 

Desidero concludere questo breve articolo con le parole di Primo Levi:

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando a casa la sera
Il cibo caldo e visi amici:
   Considerate se questo è un uomo
   Che lavora nel fango
   Che non conosce pace
   Che lotta per mezzo pane
   Che muore per un sì o per un no,
   Considerate se questa è una donna,
   Senza capelli e senza nome
   Senza più forza di ricordare
   Vuoti gli occhi e freddo il grembo
   Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via, 
Coricandovi alzandovi,
Ripetetele ai vostri figli.
   O vi si sfaccia la casa, 
   La malattia vi impedisca,
   I vostri nati torcano il viso da voi.

Bibliografia

  • PRIMO LEVI, I sommersi e i salvati, Torino, Einaudi, 2007.
  • PRIMO LEVI, Se questo è un uomo, Torino, Einaudi, 2014.
  • JOËL CANDAU, La memoria e l’identità, trad. di Tommy Cappellini, Napoli, Ipermedium libri, 2002.
  • TZVETAN TODOROV, Gli abusi della memoria, trad. di A. Cavicchia Scalamonti, Napoli, Ipermedium libri, 2001.
  • Sito ufficiale di United States Holocaust Memorial Museum: https://encyclopedia.ushmm.org/it (consultato il 27 gennaio 2019).

Articolo scritto da Madalina Mihaela Ghita