La carta del Traduttore

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Carta del Traduttore

Testo adottato dal Congresso della FIT a Dubrovnik nel 1963 e modificato ad Oslo il 9 luglio 1994.

La Federazione Internazionale dei Traduttori,

constatando

che la traduzione nel mondo contemporaneo si configura come un’attività permanente, universale e necessaria la quale, consentendo gli scambi spirituali e materiali tra i popoli, arricchisce la vita delle nazioni e favorisce la comprensione tra gli uomini;

che, a dispetto delle diverse condizioni nelle quali viene esercitata, la traduzione ai nostri giorni dev’essere riconosciuta come una professione specifica e autonoma;

desiderando

stabilire, sotto forma di un atto solenne, i principi generali inerenti alla professione del traduttore, con l’intento prioritario di:

  • –  mettere in risalto la funzione sociale della traduzione,
  • –  precisare i diritti e i doveri del traduttore,
  • –  porre le basi di un codice deontologico del traduttore,
  • –  migliorare le condizioni economiche e l’ambiente sociale in cui il traduttoreesercita la sua attività,
  • –  raccomandare determinate linee di condotta ai traduttori e alle loroorganizzazioni professionali, contribuendo così all’affermazione della traduzione come professione specifica e autonoma,

    presenta il testo di una carta destinata a guidare il traduttore nella sua pratica professionale.

    Capitolo I. Doveri generali del traduttore

    1. La traduzione, essendo un’attività intellettuale il cui scopo è la trasposizione di testi letterari, scientifici e tecnici da una lingua all’altra, impone a chi la esercita doveri specifici inerenti alla sua stessa natura.

 2. Una traduzione dev’essere sempre realizzata sotto l’esclusiva responsabilità del traduttore, indipendentemente dalla natura del rapporto o del contratto che lo lega al committente.

3. Il traduttore rifiuterà di attribuire al testo un’interpretazione che non approvi o che comporti una deroga ai suoi doveri professionali.

4. Qualsiasi traduzione dev’essere fedele e rendere esattamente le idee e la forma dell’opera originale; la fedeltà costituisce al tempo stesso un dovere morale e un obbligo di natura giuridica per il traduttore.

5. Non bisogna tuttavia confondere traduzione fedele e traduzione letterale: la fedeltà non può prescindere dall’adattamento necessario per rendere lo stile, l’atmosfera, il significato profondo dell’opera in una lingua e un paese diversi.

6. Il traduttore deve conoscere bene la lingua dalla quale traduce ma soprattutto padroneggiare la lingua d’arrivo.

7. Deve inoltre possedere una buona cultura generale e un’adeguata conoscenza della materia da tradurre nonché astenersi dall’intraprendere una traduzione in un dominio che esuli dalle sue competenze.

8. Il traduttore deve evitare qualsiasi atto di concorrenza sleale nell’esercizio della sua professione, in particolare sforzandosi di ottenere una giusta remunerazione e non accettando tariffe inferiori a quelle eventualmente fissate da leggi o regolamenti.

9. In generale, non deve chiedere né accettare di lavorare a condizioni umilianti per se stesso o per la sua categoria professionale.

10. Il traduttore è tenuto a rispettare i legittimi interessi del committente, mantenendo il segreto professionale su tutti i dati di cui possa venire a conoscenza nel corso della traduzione affidatagli.

11. Essendo un autore «secondario», il traduttore deve rispettare anche specifici obblighi nei confronti dell’autore dell’opera originale.

12. È tenuto a chiedere l’autorizzazione a tradurre all’autore dell’opera originale o al committente della traduzione nonché a rispettare tutti gli altri diritti dell’autore originale.

Capitolo II. Diritti del traduttore

13. Ogni traduttore gode, sulla traduzione effettuata, della pienezza dei diritti che il paese nel quale lavora riconosce agli altri lavoratori intellettuali.

14. La traduzione, come creazione intellettuale, gode della protezione giuridica accordata alle opere dell’ingegno.

15. Pertanto il traduttore è titolare del diritto d’autore sulla sua traduzione, e conseguentemente delle stesse prerogative dell’autore dell’opera originale.

16. Al traduttore spettano quindi tutti i diritti morali e patrimoniali determinati dalla sua qualità d’autore.

17. Conseguentemente il traduttore conserva per tutta la vita il diritto di rivendicare la paternità della sua opera, il che comporta soprattutto:
a) che il suo nome venga citato in modo evidente e inequivocabile in qualsiasi utilizzazione pubblica della sua traduzione;

b) che abbia il diritto di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra modificazione della sua traduzione;
c) che gli editori e altri beneficiari della traduzione non abbiano il diritto di effettuare alcun cambiamento senza il suo consenso preventivo;

d) che abbia il diritto di proibire qualsiasi utilizzazione illegittima della sua traduzione e, in generale, di opporsi a qualsiasi azione pregiudizievole del suo onore e della sua reputazione.

18. Analogamente, il traduttore ha il diritto esclusivo di autorizzare la pubblicazione, la presentazione, la trasmissione, la ritraduzione, l’adattamento, la modificazione e qualsiasi altra trasformazione della sua traduzione e, in generale, l’utilizzazione dell’opera sotto qualsiasi forma.

19. Per qualsiasi utilizzazione pubblica della sua traduzione il traduttore ha diritto a una remunerazione pecuniaria stabilita per contratto o fissata per legge.

Capitolo III. Condizione economica e sociale del traduttore

20. Al traduttore devono essere assicurate condizioni di vita che gli permettano di svolgere con dignità ed efficacia la funzione sociale di cui è investito.

21. Il traduttore dev’essere associato alla fortuna della sua opera; in particolare gli3

dev’essere garantito il diritto a una remunerazione proporzionale al profitto commerciale della traduzione.

22. Va riconosciuto che la traduzione può anche avere le caratteristiche di un’opera su commissione e, come tale, il suo autore ha il diritto ad essere remunerato indipendentemente dai profitti commerciali dell’opera tradotta.

23. Come professionista, il traduttore, allo stesso titolo degli altri lavoratori, deve ricevere dal proprio paese una protezione equivalente a quella che viene accordata alle altre categorie professionali mediante accordi collettivi, contratti-tipo, ecc.

24. I traduttori devono beneficiare in ogni paese di tutti i vantaggi garantiti ai lavoratori intellettuali, e soprattutto di tutte le misure di tutela sociale in materia di pensione, previdenza, malattia, disoccupazione e prestazioni familiari.

Capitolo IV. Associazioni e sindacati di traduttori

25. I traduttori, come i lavoratori di altre categorie, hanno il diritto di riunirsi in associazioni professionali o sindacali.

26. Oltre che alla difesa degli interessi morali e materiali dei traduttori, queste organizzazioni hanno il compito di vigilare sulla qualità delle traduzioni e di occuparsi di tutte le altre questioni relative alla traduzione.

27. Intervengono presso i poteri pubblici nella preparazione e nell’emanazione di misure legislative e regolamenti riguardanti la professione della traduzione.

28. Si sforzano di mantenersi in contatto permanente con le organizzazioni rappresentative dei committenti delle traduzioni (sindacati degli editori, imprese industriali e commerciali, amministrazioni pubbliche e private, organi di stampa, etc.) per studiare e lavorare alla soluzione di problemi d’interesse comune.

29. Vigilando sulla qualità delle opere tradotte nel proprio paese, si tengono in contatto con gli organismi culturali, le associazioni degli autori, le sezioni nazionali del Pen Club, i critici letterari, le accademie, le istituzioni culturali, le università e gli istituti di ricerca tecnica e scientifica.

30. Sono chiamate a svolgere una funzione arbitrale e peritale in tutti i contenziosi tra i traduttori e i loro clienti.

31. Danno il loro parere sulla formazione e l’impiego dei traduttori e collaborano con4

gli istituti specializzati e le università al fine di migliorare la formazione e gli sbocchi lavorativi dei traduttori.

32. Si sforzano di raccogliere dalle fonti più disparate le informazioni di interesse professionale per metterle a disposizione dei traduttori tramite biblioteche, dossier, riviste, newsletter; a questi fini creano servizi di informazione su questioni teoriche e pratiche, offrono consulenze e organizzano incontri.

Capitolo V. Organizzazioni nazionali e Federazione internazionale dei traduttori

33. Se in un paese esistono diverse associazioni di traduttori costituite su base regionale o divise per categoria, è desiderabile che queste coordinino i loro sforzi e facciano riferimento a un’organizzazione nazionale centrale, senza rinunciare alla propria individualità.

34. Nei paesi dove ancora non esistono associazioni o sindacati di traduttori, è consigliabile che questi ultimi si impegnino congiuntamente per arrivare all’indispensabile creazione di tali organismi, nel rispetto delle condizioni previste dalla legge.

35. Al fine di unire gli sforzi per assicurare la realizzazione dei propri obiettivi a livello mondiale, le organizzazioni che rappresentano i traduttori a livello nazionale sono invitate a confluire nella Federazione internazionale dei traduttori (FIT).

36. L’associazione dei singoli traduttori nelle organizzazioni nazionali, come l’associazione delle singole organizzazioni nella Federazione Internazionale dei Traduttori, deve avvenire in piena libertà.

37. La Federazione Internazionale dei Traduttori difende i diritti materiali e morali dei traduttori sul piano internazionale, segue l’evoluzione delle questioni teoriche e pratiche relative alla traduzione e si sforza di contribuire alla diffusione della cultura nel mondo.

38. La Federazione Internazionale dei Traduttori realizza questi obiettivi rappresentando i traduttori a livello internazionale, soprattutto nei rapporti con le organizzazioni governative, non governative e sovranazionali, partecipando alle riunioni che possano interessare i traduttori e la traduzione su scala internazionale, pubblicando dei testi e organizzando o promuovendo l’organizzazione di congressi che permettano lo studio di questioni inerenti la traduzione e i traduttori.

39. In linea generale, la Federazione internazionale dei traduttori estende sul piano5

internazionale l’azione delle associazioni dei singoli paesi, coordina i loro sforzi e definisce una linea di condotta comune.

40. Le associazioni nazionali e il loro organismo centrale, la Federazione Internazionale dei Traduttori, attingono l’energia necessaria per realizzare i propri obiettivi professionali dal senso di solidarietà tra traduttori e dalla dignità della traduzione, che favorisce la comprensione tra i popoli e la fioritura della cultura nel mondo.

Traduzione dal francese di Elisa Comito

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