Personalità della settimana: LUIGI PIRANDELLO

Luigi Pirandello, drammaturgo e narratore italiano, nacque il 28 giugno 1867 ad Agrigento in una famiglia di tradizione patriottica e garibaldina. Dopo gli studi liceali a Palermo, si iscrisse alla Facoltà di Lettere di Roma, ma, totalmente insoddisfatto dell’insegnamento che vi si impartiva, decise di trasferirsi a Bonn, dove si laureò in Glottologia nell’anno 1891. Dopo essersi dedicato inizialmente alla poesia, Pirandello decise di dedicarsi alla sua fortissima vocazione di prosatore, come narratore e saggista, per poi scoprire l’amore per il teatro.

Nel 1894 sposò la figlia di un socio del padre, Antonietta Portulano. Dopo la nascita dei loro tre figli, il matrimonio fu sconvolto dal dissesto finanziario della ditta del padre e dalla malattia mentale di Antonietta. Costretto a dover sostenere la famiglia, Pirandello assunse l’insegnamento della stilistica nel magistero femminile di Roma. In questo periodo, si dedicò a scrivere novelle e romanzi (Amori senza amore, 1894; Bianche e nere, 1904; Il fu Mattia Pascal, 1904; I vecchi e i giovani, 1909; Giustino Roncella nato Boggiolo, 1911; Quaderni di Serafino Gubbio operatore, 1915; Uno, nessuno e centomila, 1926; La vita nuda, 1911; La trappola, 1915; La giara, 1917; E domani lunedì…, 1917; Berecche e la guerra, 1919).

Al teatro cominciò a dedicarsi per un’occasione esterna, quando nel 1910 Nino Martoglio ottenne di rappresentare un suo atto unico del 1898, La morsa e la riduzione in atto unico, espressamente richiesta, della novella Lumìe di Sicilia. Si dedicò poi anche alla drammaturgia, scrivendo nuove opere con uno stile personale e innovativo, con una dialettica particolare dei suoi personaggi. Le sue tecniche innovative segnano una svolta decisiva con l’opera Sei personaggi in cerca d’autore, 1921. Nel 1925, Luigi Pirandello lasciò l’insegnamento per assumere la direzione del Teatro d’arte di Roma.

Nel 1934, Luigi Pirandello vince il premio Nobel per la letteratura, celebrando così un’opera letteraria dove si racchiude la sconfitta di un’intera generazione e l’esperienza storica della piccola borghesia che si vede delusa dal nuovo Stato italiano autoritario e burocratico. L’influenza di Pirandello su tutto il teatro moderno fino al cosiddetto teatro dell’assurdo è innegabile.

Luigi Pirandello muore a Roma il 10 dicembre 1936 per una polmonite, lasciando un testamento chiaro: «Carro d’infima classe, quello dei poveri. Nudo. E nessuno m’accompagni, né parenti né amici. Il carro, il cavallo, il cocchiere e basta. Bruciatemi».

2 pensieri su “Personalità della settimana: LUIGI PIRANDELLO

  1. AnaMaria Andrei ha detto:

    Aspetto il tuo articolo “personalità della settimana “e riesci a sorprendermi in maniera piacevole sempre ,complimenti e ….alla prossima “personalità della settimana “.baci.Ana

    Piace a 1 persona

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